Il prossimo 16 giugno 2025 scade il termine per il versamento dell’acconto IMU, l’Imposta Municipale Unica dovuta dai soggetti titolari di diritti reali su immobili situati nel territorio italiano. Si tratta di un adempimento fiscale annuale che interessa diverse categorie di immobili e soggetti, con alcune importanti esclusioni previste dalla normativa vigente. 

L’obbligo riguarda in primo luogo i fabbricati diversi dall’abitazione principale, a meno che questa non rientri nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, ovvero le abitazioni considerate di lusso. In tal caso, anche l’abitazione principale è soggetta a imposizione. L’IMU è inoltre dovuta per le aree fabbricabili e per i terreni agricoli, fatta salva l’applicazione di eventuali esenzioni specifiche previste per alcune tipologie di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. 

Sono tenuti al pagamento dell’imposta i proprietari degli immobili, ma anche coloro che detengono un diritto reale di godimento sul bene, come usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. Rientrano tra i soggetti obbligati anche il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice, il concessionario in caso di concessione di aree demaniali e il locatario nei contratti di locazione finanziaria, anche qualora l’immobile sia ancora da costruire o in corso di costruzione. 

Una delle esenzioni più rilevanti riguarda l’abitazione principale, cioè l’immobile nel quale il possessore risiede anagraficamente e dimora abitualmente. Per beneficiare dell’esenzione, è necessario che l’immobile non sia classificato in una categoria catastale considerata di lusso. Sono escluse dall’IMU le abitazioni principali appartenenti alle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, nonché una sola pertinenza per ciascuna delle categorie catastali C/2 (cantina o soffitta), C/6 (box o posto auto) e C/7 (tettoia), se effettivamente destinate a servizio dell’abitazione. 

Il pagamento del saldo IMU dovrà invece essere effettuato entro il 16 dicembre 2025. È importante ricordare che ciascun Comune può deliberare specifiche aliquote e detrazioni, pertanto il calcolo dell’imposta dovrà tenere conto delle delibere pubblicate sul sito del MEF – Dipartimento delle Finanze.