Con l’entrata in vigore del Decreto PNRR 2024, a partire dal 2 marzo 2024, le imprese italiane hanno a disposizione un nuovo credito d’imposta pensato per sostenere gli investimenti in progetti di innovazione finalizzati alla riduzione dei consumi energetici. Questo incentivo, parte del cosiddetto “Piano Transizione 5.0“, rappresenta una leva fondamentale per chi desidera migliorare l’efficienza energetica dei propri processi produttivi e contribuire alla transizione ecologica.

Chi può beneficiare del credito d’imposta Transizione 5.0?

Il nuovo credito d’imposta è rivolto a tutte le imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Tra i beneficiari non ci sono limiti in termini di forma giuridica, settore economico o dimensione aziendale. Sono incluse, infatti, sia le micro-imprese che le grandi aziende, comprese quelle che operano in regime forfettario.

Questo rende lo strumento particolarmente inclusivo e accessibile, garantendo la possibilità di fruire del beneficio anche alle realtà più piccole o che operano in settori diversi.

Quali investimenti sono ammessi?

Il credito d’imposta è destinato a sostenere gli investimenti realizzati nei periodi d’imposta 2024 e 2025, all’interno di progetti che mirano alla riduzione dei consumi energetici. I principali investimenti ammessi includono:

  • Beni materiali e immateriali nuovi e strumentali all’attività d’impresa, previsti negli allegati A e B della Legge 232/2016.
  • Interventi che portino a una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3%, o dei processi aziendali interessati dall’investimento per almeno il 5%.
  • Investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo energetico. Sono esclusi dall’agevolazione gli impianti a biomasse, mentre sono ammessi solo impianti fotovoltaici che rispettano specifici requisiti tecnici.

Formazione del personale: un’opportunità aggiuntiva

Oltre agli investimenti tecnici, sono agevolabili anche le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione di competenze nelle tecnologie necessarie per la transizione energetica e digitale dei processi produttivi. Le attività formative devono essere erogate da soggetti esterni qualificati, individuati con decreto ministeriale.

Aliquote del credito d’imposta: come variano?

L’ammontare del credito d’imposta varia in base alla riduzione dei consumi energetici ottenuta grazie agli investimenti e alla dimensione economica dell’investimento stesso. Le aliquote sono così suddivise:

  • Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: aliquota dal 35% al 45% in base alla riduzione energetica.
  • Per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro: aliquota dal 15% al 25%.
  • Per investimenti tra 10 e 50 milioni di euro: aliquota dal 5% al 15%.

Questo meccanismo permette di premiare in modo crescente gli investimenti che generano una maggiore efficienza energetica, incentivando le imprese a puntare su progetti ambiziosi.

Come accedere al credito d’imposta

Per usufruire del credito d’imposta, le imprese devono presentare un’istanza telematica contenente la descrizione dettagliata del progetto di investimento e il costo complessivo. Sarà necessario anche fornire una serie di certificazioni obbligatorie che attestino l’effettiva realizzazione dell’investimento e la riduzione dei consumi energetici, tramite un modello standard messo a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Utilizzo e scadenze del credito d’imposta

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione attraverso il modello F24 e dovrà essere utilizzato entro il 31 dicembre 2025. Eventuali residui non utilizzati entro quella data potranno essere riportati negli anni successivi, suddivisi in cinque quote annuali di pari importo.

Contattaci per saperne di più su come sfruttare al meglio questo incentivo.